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martedì 5 giugno 2012

La forza della parola

Alle scuole Don Milani abbiamo lavorato in una seconda, una classe viva, accogliente e caratterizzata da avvenimenti che ne costituiscono già una storia specifica. Una classe che nei giochi ha sperimentato un va' e vieni dalle azioni alle parole, che ha mostrato il valore che la parola e l'ascolto possono avere per i soggetti che compongono una classe.


Siamo partiti da "La spada nella roccia": tutti in cerchio intorno alla roccia con la spada, creata dal piglio artistico e dalle mani ingegnose dell'insegnante Isabella, guardate che bella!!
I bambini hanno riflettuto su cosa vorrebbero difendere da cavalieri in possesso di quella spada.


Poi c'è stato un momento di lavoro in collaborazione per costruire degli oggetti in gruppo: ne sono uscite bellissime creazioni e i bambini si sono accorti di quanto sia difficile collaborare per realizzare qualcosa unendo le idee di ogni componente del gruppo.
Alcuni di loro hanno anche disegnato il momento in cui hanno presentato la loro invenzione alla classe e quello in cui la stavano costruendo!












L'ultimo gioco è stata una lotta cavalleresca, dei veri e propri round in cui ad essere valutati sono stati non solo la forza dei gareggianti, ma anche il coraggio e lo stile del "combattimento", caratterististiche che hanno orientato la nomina a "Cavaliere dell'Ordine della IIA" ricevuta da ogni bambino per la qualità in cui è risultato vincente. Non senza sorprese per chi si credeva forte ed è risultato coraggioso o con un buon stile e viceversa!

Ringrazio di cuore la IIA del bellissimo libro di disegni che mi ha donato al momento del nostro saluto alla fine dei giochi, sono così belli che devo caricarne almeno alcuni!


 

lunedì 30 aprile 2012

Nella IV A di Villa Torchi “L’UNIONE FA LA FORZA”

Quando ci presentiamo nelle classi consegniamo loro una scatola in cui potranno raccogliere tutto quello che viene prodotto durante i giochi con noi: disegni, pensieri scritti, creazioni varie..una scatola che conterrà tutti i tesori di quel gruppo-classe. La IV A ha fatto diventare propria questa scatola personalizzandola con dei disegni, alcuni dei quali raccontano la storia di Giona, altri la decorano con la fantasia degli autori. Guardate sono bellissimi!




In questa classe abbiamo fatto un viaggio che ha fatto partire il gruppo dalla riflessione sulle proprie caratteristiche e su quelle dei compagni per arrivare a misurarsi su come ce la si può cavare senza gli adulti che guidano e organizzano la propria vita. All’inizio non è stato facile discutere democraticamente con i compagni per trovare un’organizzazione che permettesse loro di sopravvivere a quest’avventura fantastica, ma pian piano hanno cominciato a sperimentare la possibilità di prendere parola in prima persona e un loro modo di decidere in gruppo.
I bambini di questa classe si trovano in un’età di passaggio dall’infanzia, momento in cui si costituisce l’immagine di sé di riflesso allo sguardo e alle aspettative degli adulti di riferimento, all’adolescenza, il primo tempo in cui un soggetto può incontrare il proprio desiderio, la propria unicità. È doveroso ringraziare l’insegnante Mariella per essersi lasciata sorprendere, durante i giochi, dalle invenzioni della classe, invenzioni che permettono ai bambini di sperimentare e trovare un loro modo di stare nel mondo e di relazionarsi agli altri.
I bambini di questa classe si stanno avviando a lasciare la Scuola Primaria per cominciare quella Secondaria, un passaggio importante per il quale facciamo loro un grande “in bocca al lupo”!!


martedì 3 aprile 2012

"LE REGOLE SERVONO PER STARE BENE CON GLI ALTRI"

Nella IIIA della scuola Giordani è stato proprio bello lavorare! Si sono presentati come una classe “aperta”, composta da bimbi curiosi e insegnanti accoglienti, abituati ad avere in classe nuove presenze come tirocinanti e stagisti, soliti trascorrere le ore di insegnamento con la porta aperta!
Con loro abbiamo proposto per cominciare il gioco dell’”Isola” e quello del “Messaggio in bottiglia”: i bambini hanno intrapreso entusiasti e coinvolti questo viaggio immaginario dimostrando voglia di mettersi in gioco, capacità di discussione democratica e desiderio di stare bene insieme ai compagni e agli adulti.
La loro capacità di mettersi in discussione e il loro interesse a comprendere sono emersi con chiarezza nell’ultimo gioco, quello dei "Favorevoli o contrari", in cui si sono domandati se “si può vivere senza regole”, se “si può essere amici dei compagni di classe” e se “i maschi e le femmine possono andare d’accordo”. Domande molto difficili per le quali solo la prima sembra aver trovato la soluzione accettata quasi all’unanimità che “le regole servono per stare bene con gli altri”. Da queste questioni ne sono nate altre che le insegnanti riprenderanno insieme ai bambini e magari noi riprenderemo con loro il prossimo anno!

Ci complimentiamo con le insegnanti di questa classe per il loro entusiasmo e per la capacità di mettersi in gioco che hanno dimostrato ognuna a suo modo!
Intanto buon lavoro e fateci sapere com’è andata!!

CURIOSITA' SUI GIOCHI IN UNA PRIMA

Abbiamo concluso i giochi nella IB della scuola Villa Torchi, una classe di bambini che si stanno conoscendo in cui le insegnanti stanno lavorando con passione perché si crei un gruppo affiatato. Abbiamo cominciato a lavorare con loro attraverso il racconto, la drammatizzazione e l’elaborazione con disegni di  alcune storie, per poi arrivare alla creazione di una storia della classe e, seguendo la proposta delle insegnanti, la realizzazione di un libro con i disegni e le storie realizzate dai bambini!


La prima storia utilizzata è stata quella narrata dalla filastrocca “Il trionfo dello zero” di Gianni Rodari: nessuno voleva la compagnia del signor Zero, ma un giorno si fece coraggio e offrì un passaggio al signor Uno e tutti gli altri vollero la compagnia del signor Zero perché “si erano accorti che con lui accanto l’uno diventava un dieci!” come hanno commentato i bambini.


Poi c’è stato il racconto di Guido Gozzano “Piumadoro e Piombofino”, che i bambini hanno commentato dicendo che “gli amici sono importanti e possono aiutarci quando qualcosa non va!”



Alla fine ognuno ha disegnato e raccontato una sua storia: ne sono usciti racconti belli, ricchi e diversi, tra i quali uno in particolare ha come protagonisti le insegnanti e la classe: “Ci sono dei serpenti che vanno a prendere i bimbi e li mangiano e mangiano anche le maestre. Il bambino che ha fatto il disegno non viene mangiato e non aiuta i bambini e le maestre a non essere mangiati. Poi i serpenti vanno a passeggiare dietro una casa..” Proprio questa storia potrebbe essere l’inizio della storia della classe, la storia raccontata da un bambino e continuata uno ad uno da ognuno dei componenti: che storia sarà? Che finale avrà?

martedì 7 febbraio 2012

Perchè Giona?


Il nome dell'Associazione, Jonas, prende le sue origini a partire dalla figura biblica di Giona, la cui storia è narrata dalla Bibbia nel Libro dei Profeti.

Ma chi è Giona? Cosa ci racconta la sua storia da un punto di vista laico? Perché raccontiamo la storia di Giona nelle classi?

Nella presentazione del personaggio in classe ai bambini utilizziamo l’immagine di un uomo che sta correndo, scappando da qualcosa. 

Il capitolo della Bibbia dedicato a Giona si apre col termine ebraico Kum, svegliati! Giona viene svegliato dal tran tran della sua vita quotidiana da una chiamata dalla quale fugge. Giona fugge dall’assunzione del proprio compito, evitando così la possibilità di responsabilizzazione e la realizzazione del proprio destino. Fugge e dorme di un sonno stordito, un sonno senza sogni, un sonno che gli permette di non ascoltare il suo desiderio e non realizzarlo. Un po’ come nella nostra vita oggi ci troviamo a vivere sommersi di impegni ed oggetti che ci fanno perdere di vista quello che è il nostro desiderio.
Addirittura alla nuova chiamata di Dio, che si realizza con lo scatenamento della tempesta, Giona preferisce essere buttato in mare piuttosto che ascoltare. Preferisce la morte, una volontà che va nella direzione opposta a quella vitale del desiderio. La storia di Giona mette così in luce un paradosso, come è possibile preferire lo stordimento piuttosto che una vita animata dal desiderio?
Ma finalmente qualcosa di nuovo succede, dopo tre giorni trascorsi nella casa che è diventata la sua prigione, la pancia del pesce: sente voglia di libertà, invoca aiuto, chiede che gli sia restituita la vita.


Giona è un uomo che ha paura di affrontare la  vita e delle relazioni con le altre persone, un uomo che si nasconde alla realizzazione del proprio destino, del proprio desiderio.
Ai bambini spieghiamo che ascoltando la storia che racconteremo loro, possono pensare che Dio sia un personaggio che rappresenta gli adulti e Giona sia uno di loro.
Poi spieghiamo loro che siamo persone che lavorano con i bambini per aiutarli a realizzare i loro sogni e a stare bene con gli altri.