Questo Blog nasce dal progetto "Giocare a vivere" che, grazie al finanziamento della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, Petit Jonas svolge in alcune scuole elementari della città e dintorni! Il Blog si propone di essere uno spazio in cui i partecipanti possano mettere in comune esperienze, opinioni, pensieri e considerazioni, immagini e quant'altro! Speriamo inoltre di poter condividere con ogni visitatore la nostra passione per il lavoro con i bambini e per la psicoanalisi.
giovedì 7 giugno 2012
Cavalieri si diventa!
Strega o principessa?...Stregone o principe?
Nella IIB della scuola Cesana
abbiamo deciso di iniziare i giochi raccontando la storia di Fosca e Tosca
rispettivamente una strega costretta a comportarsi da principessa e una principessa
costretta a comportarsi da strega. Ai bambini nel primo gioco è stato chiesto
di identificarsi in una o nell’altra e di spiegare ai compagni il perché. Il
risultato è che tutti i maschi hanno scelto di identificarsi nello stregone
mentre tra le bambine prevale la principessa. In realtà ognuno di noi è un po’
stregone un po’ principe, le due parti coesistono, i bambini però avvertono
come preponderante la parte che nel gioco abbiamo nominato come “dello
stregone”, la parte di sé un po’ cattiva. Una considerazione da fare secondo
noi è: come mai tanti stregoni contenti di esserlo e nessun principe? Dov’è la
sublimazione? Dove sono gli adulti che orientano verso la trasformazione dello
stregone in principe? C’è dunque da lavorare affinchè i bambini siano liberati
dall’imperativo sociale “godi!” e pre far questo gli adulti devono dare regole
chiare, messaggi univoci e non ambigui che li aiutino a distinguere il bene dal
male. Non sei “figo” se fai lo stregone ma lo sei se ti comporti di più da
principe!martedì 5 giugno 2012
La forza della parola
Alle scuole Don Milani abbiamo lavorato in una seconda, una classe viva, accogliente e caratterizzata da avvenimenti che ne costituiscono già una storia specifica. Una classe che nei giochi ha sperimentato un va' e vieni dalle azioni alle parole, che ha mostrato il valore che la parola e l'ascolto possono avere per i soggetti che compongono una classe.
Siamo partiti da "La spada nella roccia": tutti in cerchio intorno alla roccia con la spada, creata dal piglio artistico e dalle mani ingegnose dell'insegnante Isabella, guardate che bella!!
I bambini hanno riflettuto su cosa vorrebbero difendere da cavalieri in possesso di quella spada.
I bambini hanno riflettuto su cosa vorrebbero difendere da cavalieri in possesso di quella spada.
Poi c'è stato un momento di lavoro in collaborazione per costruire degli oggetti in gruppo: ne sono uscite bellissime creazioni e i bambini si sono accorti di quanto sia difficile collaborare per realizzare qualcosa unendo le idee di ogni componente del gruppo.
Alcuni di loro hanno anche disegnato il momento in cui hanno presentato la loro invenzione alla classe e quello in cui la stavano costruendo!
L'ultimo gioco è stata una lotta cavalleresca, dei veri e propri round in cui ad essere valutati sono stati non solo la forza dei gareggianti, ma anche il coraggio e lo stile del "combattimento", caratterististiche che hanno orientato la nomina a "Cavaliere dell'Ordine della IIA" ricevuta da ogni bambino per la qualità in cui è risultato vincente. Non senza sorprese per chi si credeva forte ed è risultato coraggioso o con un buon stile e viceversa!
Ringrazio di cuore la IIA del bellissimo libro di disegni che mi ha donato al momento del nostro saluto alla fine dei giochi, sono così belli che devo caricarne almeno alcuni!
lunedì 14 maggio 2012
Rimbocchiamoci le maniche!
I giochi fatti insieme alle
insegnanti e ai bambini della IIIA della scuola Marsili sono stati Totem, Baratto
e Isola nell’intento di creare un percorso che andasse dall’esplorare le
caratteristiche personali di ognuno, allo scambio reciproco e alla
cooperazione: “Ti dono la qualità che io
ho e che a te manca, ricevo in dono da te la qualità che tu hai e che a me
manca” e alla fine un gioco che li vede alle prese con lo spirito di gruppo, in
cui autogestione e capacità di mediare sono le doti che potrebbero garantire la
sopravvivenza su un’isola deserta senza adulti! Ma se leggere su un blog di
isole deserte ci fa vagare con la fantasia verso paradisi incontaminati e luoghi
non ancora civilizzati, ciò che è emerso dal lavoro con la IIIA ci riporta prepotentemente
alla nostra società. Sono emersi infatti alcuni aspetti che la società in cui
viviamo enfatizza all’esasperazione come la competitività, l’attenzione alla
prestazione, a scapito di sentimenti di solidarietà, amicizia e
autoconsapevolezza. Da anni ormai Jonas studia quei cambiamenti sociali che ci
hanno portati al consumismo, ad avere poco tempo per riflettere sui nostri
desideri e sulle nostre attitudini, poco tempo per seguire le inclinazioni
personali anche se dovessero andare contro lo stile di vita che questa società
cerca di imporci. È una società che ci vuole tutti uguali, tutti dediti al
consumo e alla prestazione e poco al pensiero controcorrente che faccia venir
fuori la nostra soggettività. È emerso che anche i bambini risentono di questo
clima e che la misura della prestazione corre il rischio a volte di essere
confusa con la misura del valore di ognuno.
Cosa si può fare? Qual è il compito
degli adulti nel contesto sociale odierno?
Mettersi insieme e lavorare! Scuola
e famiglia hanno il compito di cooperare per creare un clima che permetta ai
bambini di sentire meno la pressione dell’Altro sociale e di essere…bambini!
Buon lavoro allora! Siamo con
voi!!
mercoledì 9 maggio 2012
UNA CLASSE PICCINA PICCINA
Ecco
che per me si apre un mondo nuovo, “piccoli bambini che giocano, disegnano, si
divertono”. Ecco la prima impressione
che ho avuto entrando nella 1°A della scuola Marconi di Villanova di Castenaso.
Tramite
il disegno i bambini hanno dato spazio alla loro creatività, alla loro
immaginazione e devo dire, sono stati proprio bravi! Ringrazio
i bambini e le insegnanti per questa bellissima esperienza!
giovedì 3 maggio 2012
- Cipì…cipì, voglio uscire di qui!- gridava lui…
Gli incontri con le insegnanti e con i bambini della IA
della scuola Marsili sono stati incentrati su quanto è difficile per i piccoli
uccellini lasciare il nido caldo e accogliente, questa è la metafora che descrive
una delle caratteristiche di questa classe e che ci ha accompagnato nel
percorso di giochi.
Abbiamo scelto il racconto di Mario Lodi “Cipì”, un
uccellino piccolo e curioso di vedere il mondo che stava fuori dal nido e oltre
le ali calde e protettive della mamma.

Dopo il racconto della storia, reso suggestivo e partecipato
dalla maestra, i piccoli uccellini si sono immedesimati in Cipì entrando dentro
il nido preparato per loro, un nido colorato e abbastanza grande da contenerli
tutti!
Come ti senti a stare dentro al nido? E fuori? Quali potrebbero
essere i vantaggi di essere usciti dal nido? Cosa c’è fuori che fa paura?..
quante cose su cui riflettere! E quante cose da disegnare!
Il secondo passaggio ha visto i piccoli uccellini attori, in
gruppi hanno interpretato il personaggio della storia con cui più si
identificavano: Cipì, Chiccolaggiù, Beccoduro, Nastro d’argento, Palla di fuoco
e hanno inventato una storia che lo aveva come protagonista.
Per separarsi a volte i bambini usano degli oggetti che
caricano di valore affettivo, quegli oggetti sono molto importanti perché rappresentano
qualcuno che fisicamente in quel momento non c’è ma che simbolicamente fa
sentire la sua presenza, sono quegli oggetti che Winnicott chiamerebbe transazionali,
che accompagnano il bambino in un passaggio da una situazione ad un’altra e può
piano piano costruire la sua indipendenza. Il terzo gioco si è incentrato
dunque sul disegno dell’oggetto preferito da ognuno e tutti i disegni poi sono
stati usati per inventare una storia.
…Abitava isolata la Popolazione Rumorosa…
Racconterò in questo post
l’avventura vissuta insieme agli abitanti della IIA della scuola elementare
Mazzini.
Arrivata con un atterraggio
d’emergenza su un’isola sperduta in mezzo all’oceano, mi sono imbattuta negli
unici abitanti del posto che mi hanno accolta presentandosi come la Popolazione
Rumorosa. Ho potuto osservare fin da subito una grande varietà di nomi,
culture, facce di bambini molto diverse tra di loro e che non stavano ferme un
attimo né tanto meno in silenzio.

Iniziamo il nostro percorso da
una fiaba di Gozzano raccontata dall’insegnante che ha condotto i giochi, la
fiaba di Nevina e Fiordaprile, una principessa e un principe che appartenevano
a due regni molto diversi tra loro e poco compatibili: il regno dell’inverno e
il regno della primavera. La principessa Nevina apprende un giorno da una
rondine, che esiste un mondo diverso dal suo pieno di fiori e colori,
incuriosita Nevina si avvicina ma capisce presto che per quanto bello, quel
mondo non è il suo e torna a casa. Stare insieme non sempre vuol dire fondersi,
omologarsi, amalgamarsi, a volte due culture possono stare vicine senza però
partecipare mai l’una alla vita dell’altra perché questo è nella loro natura. Un
finale alternativo creato da loro vedeva invece Nevina e Fiordaprile insieme
nonostante le difficoltà!
Con il gioco del Totem e
dell’Autototem si sono scoperti animali e qualità sia proprie che dell’altro.
Il gruppo è costituito da singoli che a volte hanno bisogno di una mano per
conoscersi! E dulcis in fundo la popolazione Rumorosa ha cercato delle
soluzioni per stare meglio insieme, per esempio i bambini hanno detto che: può
servire l’amicizia, è necessario osservare le regole, è opportuno ascoltare i
consigli degli adulti ma anche dei compagni o di bambini esterni alla classe. Se
si vuole un clima sereno è necessario che ognuno contribuisca! L’ultimo giorno
abbiamo scritto tutte le soluzioni alla lavagna e un bambino ha detto: in
effetti queste soluzioni potrebbero andar bene anche per noi e non solo per la
popolazione Rumorosa!
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